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“Trump rifiuterà la sconfitta perché ha sempre rifiutato”: Antonio Di Bella sul rischio di rivolta negli Stati Uniti alle elezioni di midterm

today13 Luglio 2026

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“Trump rifiuterà la sconfitta perché ha sempre rifiutato”: Antonio Di Bella sul rischio di rivolta negli Stati Uniti alle elezioni di midterm

Gli Stati Uniti si avvicinano a un bivio decisivo che potrebbe ridisegnare gli equilibri del mondo intero. Antonio Di Bella, giornalista ed ex storico direttore del TG3 con una lunga esperienza come corrispondente da New York, delinea un panorama di forti tensioni sociali e istituzionali.

C’è una battaglia feroce dentro la società americana per la democrazia”, spiega l’esperto analizzando l’attuale clima politico che precede il voto di novembre. I baluardi del sistema, dal potere giudiziario all’informazione, si trovano oggi sotto un attacco senza precedenti.

Questa riflessione è maturata durante Domenica Specialmente con Lapo De Carlo, Maurizio Mannoni e Antonella Zangaro, in onda su Giornale Radio ogni domenica dalle 10 alle 12, dove Di Bella ha evidenziato come il momento sia estremamente difficile per la tenuta dei valori democratici degli Stati Uniti.

Un leader all’angolo è ancora più pericoloso

La preoccupazione principale degli osservatori internazionali non riguarda solo la forza elettorale di Donald Trump, quanto la sua reazione in caso di indebolimento politico.

Da lì in poi saranno gli ultimi due anni molto pesanti con un Trump azzoppato che cerca di resistere”, avverte Di Bella, ipotizzando uno scenario in cui il Congresso passi sotto il controllo dei democratici.

Un leader instabile, quando si sente messo nell’angolo, può avere reazioni sconsiderate e pericolose.

La condizione di un Trump privo dei pieni poteri non garantisce affatto una maggiore stabilità: al contrario, potrebbe spingerlo verso colpi di coda imprevedibili per difendere la propria posizione e la propria influenza.

Il fantasma del 6 gennaio e il rifiuto del verdetto

Il precedente dell’assalto al Campidoglio rimane una ferita aperta e un monito per le prossime scadenze elettorali.

Di Bella, che ha vissuto quegli istanti drammatici in prima persona a Washington, non nutre dubbi sulla possibile condotta futura del tycoon.

Lui rifiuterà la sconfitta perché lui ha sempre rifiutato, anche altre volte io il 6 gennaio a Washington ho visto con i miei occhi l’assalto al Campidoglio”, dichiara con fermezza.

Il timore concreto è che la storia possa ripetersi con modalità ancora più aggressive.

La mia paura è che lui rifiuti la sconfitta e denunci dei brogli inesistenti incitando la rivolta”, avverte il giornalista, sottolineando come l’America dovrà dimostrare ancora una volta la tempra della sua democrazia di fronte a un leader che non accetta i verdetti delle urne.

La morsa del potere contro giudici e giornalisti

La battaglia politica si è spostata su un terreno dove l’indipendenza della magistratura e della stampa è messa a dura prova.

Di Bella riferisce di episodi inquietanti in cui il potere esecutivo tenta di soffocare le voci critiche attraverso l’uso di giudici compiacenti.

Un giudice trumpiano ha addirittura convocato con un mandato di comparizione quattro giornaliste del New York Times”, rivela, citando uno scontro legato a uno scoop sulla sicurezza aerea dell’ex presidente.

Nonostante questa morsa autoritaria, resta una speranza legata alla resilienza delle istituzioni statunitensi.

Io sono fiducioso, forse in maniera illusoria, che anche questa volta la forza della democrazia americana prevarrà”, conclude l’analista, pur riconoscendo che la sfida di novembre rappresenterà un test di sopravvivenza per il sistema.

L’illusione della forza e l’ombra della Cina

Nel suo ultimo libro, Zar della Casa Bianca, Di Bella traccia un parallelo tra gli errori di Trump e quelli dei suoi predecessori, notando una pericolosa ciclicità nella politica estera americana.

Tanti presidenti hanno fatto gli stessi errori e le stesse pazzie di Trump”, osserva, citando i fallimenti storici in Vietnam e Iraq.

Il problema risiede in quella che definisce “l’hybris, la superbia della potenza militare”, una sorta di droga che illude i leader di poter risolvere crisi complesse in tempi rapidi con la forza bruta.

Mentre l’impero americano sembra aver perso lucidità, disperdendo risorse in battaglie che non può vincere sul campo, i competitor globali ne approfittano.

La Cina stando ferma continua a guadagnare punti rispetto a un impero americano che spende denaro e risorse”, ammonisce Di Bella.

In sintesi

  • Test democratico: le elezioni di novembre sono considerate uno spartiacque decisivo per la democrazia americana.
  • Rischio rivolta: Antonio Di Bella teme che Trump possa denunciare brogli inesistenti e incitare alla rivolta in caso di sconfitta.
  • Stampa e giudici sotto pressione: i pilastri della democrazia USA, informazione libera e potere giudiziario, sono descritti come bersagli di un attacco diretto.
  • Hybris militare: l’eccessiva fiducia nella potenza militare starebbe portando gli Stati Uniti a perdere lucidità geopolitica.
  • Cina avvantaggiata: secondo Di Bella, Pechino guadagna terreno mentre Washington disperde risorse in crisi e conflitti.

FAQ

Perché Trump è considerato pericoloso se “azzoppato” politicamente?

Perché, secondo Antonio Di Bella, l’instabilità del personaggio potrebbe portare a reazioni sconsiderate quando si sente messo nell’angolo o privato dei pieni poteri.

Cosa rischia la libertà di stampa negli Stati Uniti secondo Di Bella?

Rischia una morsa autoritaria, come dimostrerebbero i casi di giudici che convocano giornalisti con mandati di comparizione per aver pubblicato inchieste scomode.

Qual è il ruolo della Cina in questo scenario?

Secondo Di Bella, la Cina resta ferma e guadagna terreno mentre gli Stati Uniti consumano denaro, risorse e credibilità in crisi geopolitiche difficili da gestire.

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