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L'opinione

Il sepolcro del principe e la basilica di Superga: ma interessa davvero a qualcuno?

today6 Febbraio 2024 279

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A cura di Ferruccio Bovio

Sabato 10 febbraio, si svolgeranno, presso il Duomo di Torino, i funerali di Vittorio Emanuele di Savoia, figlio del re Umberto II, “il re di maggio”. La cerimonia funebre non si terrà più – come inizialmente previsto – nella Basilica di Superga (dove, comunque, il principe riposerà per sempre), poiché  l’edificio religioso che sorge sulla collina che domina Torino non risulta adeguatamente ampio per accogliere tutti i numerosi invitati al funerale. E non a caso, l’ingresso in chiesa sarà consentito soltanto a chi potrà esibire un biglietto di invito.

La decisione di tumulare la salma di Vittorio Emanuele proprio nella famosa Basilica in cui sono accolti i resti mortali di tanti suoi antenati, ha suscitato il malumore di non pochi cittadini torinesi, i quali si sono domandati – soprattutto sui social – a che titolo venga concessa la sepoltura in una struttura demaniale (e non privata) – quale è oggi la basilica – ad una persona che, certamente, nel corso della sua esistenza, non si può dire che si sia distinta per meriti particolari…Anzi, come è noto, Vittorio Emanuele è stato, più di una volta, coinvolto in vicende giudiziarie che – sebbene non siano poi mai sfociate in una condanna – hanno, comunque, finito per compromettere notevolmente la limpidezza della sua immagine. In particolare, ricordiamo il momento in cui nel 2006 – mentre era detenuto nel carcere di Potenza per un’accusa di associazione a delinquere relativa al gioco d’azzardo – parlando con un compagno di cella, si lasciò sfuggire di avere ingannato la giustizia francese, ottenendo l’assoluzione dal reato di omicidio commesso nel 1978 in Corsica ai danni di un giovane turista tedesco.

L’ammissione, intercettata dalla magistratura italiana, fece molto discutere, ma non cambiò gli esiti della precedente sentenza ed il processo non venne mai riaperto in Francia.

Ecco perché a Torino – ma non soltanto – sono adesso in molti a domandarsi per quale ragione lo Stato italiano debba concedere alla famiglia Savoia di poter disporre ancora  della storica Basilica, come se il tempo si fosse fermato ai secoli andati.

Per contro, si potrebbe anche pensare che, in fondo, su una vicenda ormai del tutto marginale nella vita pubblica e politica nazionale, qualcuno stia un tantino esagerando, facendosi prendere un po’ troppo la mano da un accanimento pregiudiziale nei confronti di un passato destinato a divenire sempre più remoto.

A voi, ad esempio, interessano ancora le questioni di casa Savoia?

Credits: Zairon CC BY-SA 4.0 DEED

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06 Febbraio 2024

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Scritto da: Giornale Radio

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