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L'opinione

Tornare alla “naja” obbligatoria?

today14 Maggio 2024 1034 1

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A cura di Ferruccio Bovio

Il vice premier, Matteo Salvini, intervenendo alla sfilata nazionale degli Alpini che si è tenuta a Vicenza, è tornato a parlare di “leva obbligatoria”, annunciando che il suo Partito “ha quasi concluso la stesura di un progetto di legge per reintrodurre una leva universale obbligatoria per ragazzi e ragazze, a servizio della comunità”. Salvini ha anche precisato che si tratterebbe di un servizio di una durata semestrale, con persone che potrebbero dedicarsi al salvataggio, alla protezione civile, al pronto soccorso oppure alla protezione dei boschi. Tutte attività da svolgersi, comunque, non lontano dalle regioni di residenza: in sostanza, non succederebbe più a nessuno di doversi trasferire, come avveniva una volta, dalla Sicilia al Veneto per compiere il servizio militare, dovendo magari abbandonare studi o lavoro, poiché l’organizzazione sarebbe, appunto, su base regionale.

Meno entusiasta dell’idea è subito apparso il ministro della Difesa, Guido Crosetto, anche lui presente a Vicenza, il quale ha subito provveduto a puntualizzare come le forze armate non possano “essere pensate come un luogo per educare i giovani, cosa che deve essere fatta dalla famiglia e dalla scuola”.

Ricordiamo che, in Italia, il servizio di leva obbligatorio è stato sospeso dal governo Berlusconi, nel 2005: tuttavia, in considerazione degli equilibri strategici che – in Europa (e non solo) – sono profondamente mutati negli ultimissimi anni, non pochi leader politici ed alti ufficiali europei hanno cominciato a sottolineare, con sempre maggiore frequenza,  l’esigenza di riattivare l’obbligo del servizio militare per tutti.

La Germania, ad esempio, sta per reintrodurlo a carico di chiunque abbia compiuto i 18 anni, senza distinzione di sesso.

E in effetti, un problema di scarsità di personale gli eserciti del Vecchio Continente lo hanno davvero: soprattutto se si guarda ad altre realtà militari come quelle di Stati Uniti e Cina. Ma forse, la questione numerica non è neanche tanto la più rilevante, quanto lo è, invece, quella attinente alla vera e propria definizione di una forma credibile di difesa europea, il cui sviluppo, al momento, è fortemente penalizzato dai soliti egoismi nazionali. Egoismi che si concretizzano in una frammentazione dell’industria bellica che produce sistemi d’arma troppo differenti tra di loro e che va assolutamente superata se si vuole realizzare un meccanismo militare, in grado di essere al tempo stesso efficiente ed omogeneo. Inoltre, almeno a nostro avviso, il problema dei problemi si porrebbe a livello politico, nel momento in cui si dovesse stabilire il peso specifico di ogni singolo Paese  nella composizione della struttura di comando…

Comunque sia, qual è il vostro orientamento circa il ripristino della leva obbligatoria? Sareste favorevoli?

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14 Maggio 2024

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Scritto da: Giornale Radio

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Commenti post (1)

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  1. Davide il 14 Maggio 2024

    Ancora la mentalità della naja. Queste persone non vogliono proprio cedere. Se si deve fare sta roba fatela a livello “Volontario” non “Obbligatorio”. Chi vuole fare sta mini-naja la faccia, gli altri che non se la sentono non la facciano, perchè non tutti i ragazzi/ragazze abbiano volontà di fare 6-3 mesi (anche 1 anno) di leva/naja o quel che sia. Se bisogna imparare l’educazione tramite questo procedimento non la impari, ma c’è gente che la pensa ancora cosi, ma purtroppo non tutti siamo uguali per fortuna. Non vuol dire che se fai la naja i ragazzi cambiano disciplinati, conoscendo i valori della patria, dell’educazione e dei principi del paese. La verità (si sa) e che dopo tornati da sta esperienza si buttano via tutti sti giudizi o regole e ritornano come erano prima. Se vuoi insegnare un po di educazione e rispetto fallo tramite casa, e non in una caserma. Perchè la colpa non se la dà soltanto ai ragazzi (o per via che diventano vandali, ignoranti, maleducati, ecc… e questo vale anche per gli adulti) ma anche ai genitori. E lo dice uno che l’educazione l’ha imparata tramite casa grazie a mio padre, che ha fatto militare nel 1985 e che è stato un anno buttato via per niente (chi vuole essere curioso e pensarla già male). Per la patria. Invece di pensare alla “Naja” perchè non pensate ad aiutare il nostro paese dai costi dell’energia, del mercato economico o soprattuto per la sanità, eh? quelli sono problemi importanti altro che la naja. Smettete di fare la guerra e pensate ad altro grazie. E ne confronto già da un pò di queste ideologie chiaccherando con la gente. Si possono fare nuovi obblighi/progetti/regole che riguardano l’ambiente o la sanità medica e nell’istruzione, invece di avere ancora la mentalità antica che per far istruire ed darli conoscenza una persona si punti tutto sul militare. Svegliatevi cari miei, siamo nel 2024. So che ci sarà gente che vorrà attacarmi a riguardo, ma è la mia opinione, e forse ce ne sono pochi che la pensano così. Io sono contrario a riguardo.
    Ripeto, chi è desideroso di farla lo faccia, chi non se la sente No. Per alcuni soggetti che si credono già adulti – ed intendo dire giovani che credendo di fare i vandali o scorribande varie – gli servirebbe una lezioncina da imparare, sono d’accordo per il rispetto, l’educazione ed i principi e tutto,Ma fino ad un certo punto. Non è che devi imporre una persona, che giustamente ha la sua vita privata che può anche cavarsela da solo (dipende poi dal tipo di persona) tutto buttato per il militare. Purtroppo la gente ha ancora una mentalità ignorante in certe faccende. Chi ha fatto soldato, ed è contento di averlo fatto ed avere avuto un anno istrutivo bene, contenti loro, ma a me non mi interessa di farlo perché per me è un anno/mesi buttato/i via al vento, tutto per intascare soldi allo stato e perdere tempo importante nella tua vita privata? Sul serio? Già mio padre ha perso un anno di militare (di cui si è enormemente pentito di aver fatto) per niente, che poteva tranquillamente vivere una vita lavorativa e fare dei piani per il futuro, e invece. Ha più imparato a leggere libri in Biblioteca e a Scuola piuttosto che sentire ordini, ordini, ordini tutti i giorni senza imparare niente. Mi dispiace ma No. E poi c’è gente che pensa di dire “eh, ma i militari che muoiono per salvare la vita del nostro paese tutti i giorni? e i civili? Cosa facciamo?”, Mi dispiace molto per loro e per le famiglie distrutte che lasciano, purtroppo li mandano a morire per niente, altro che patria, sprecare una vita in nome di chi… pensate cari. Spero che la gente abbia una mentalità più aperta e che si schiuda un po sul passato, ma con la tecnologia di oggi (più l’avvenimento dell’I.A.) mi rendo conto che le cose peggioreranno ancora di più.


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