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L'opinione

Un giornalista un po’ troppo aggressivo

today11 Giugno 2024 1125

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A cura di Ferruccio Bovio

In una giornata di fine  novembre 2007, un sostenitore dell’ Olympikos di Atene – venuto a Roma per assistere alla partita di Coppa UEFA che la sua squadra deve disputare contro la Lazio – mentre passeggia in piazza Navona, viene preso di mira da due ultras laziali che, dopo averlo insultato e malmenato, pensano bene di donargli, come ricordo della Città eterna, anche una bella coltellata che lo lascia a terra sanguinante. Uno dei due esaltati tifosi bianco – celesti è Paolo Signorelli, il futuro capo ufficio stampa del ministro Lollobrigida.

Durante il processo, emergono alcuni dati inquietanti circa le amicizie pericolose del Signorelli tra gli ambienti del tifo violento organizzato che, in particolare, a Roma è rappresentato dai gruppi della Curva Nord dello stadio Olimpico, da sempre espressioni dell’estrema destra italiana. Affiora, ad esempio, la cordiale familiarità con Fabrizio Piscitelli ( più noto alle cronache giudiziarie come “Diabolik” ), rimasto poi ucciso, nel pomeriggio del 7 agosto 2019, in uno spietato regolamento di conti all’interno della malavita romana.

Al giovane giornalista che, prima di accedere al Ministero, aveva già lavorato anche presso alcune testate di rilevanza nazionale, in queste ore, è stato anche rimproverato di chiamarsi esattamente come suo nonno: e cioè, proprio come quel Paolo Signorelli che chi segue la politica con una certa attenzione ricorderà come ideologo del gruppo di Ordine Nero, dal quale scaturirono molti dei terroristi che, da posizioni di destra, insanguinarono gli Anni di Piombo e quelli della Strategia della Tensione. E francamente, ci sembra piuttosto ingeneroso attribuire alle nuove generazioni anche i torti di quelle che le hanno precedute: anche se, a leggere i graziosi pensierini di stampo ignobilmente razzista che il nipotino dedica, nelle sue chat, a “negri” ed “ebrei”, ci viene spontaneo ricordare quel vecchio proverbio che dice “buon sangue non mente”…

Non possiamo, inoltre, seriamente pretendere che – pur frequentandolo da non pochi anni – Lollobrigida fosse sul serio a conoscenza di tutte le frasi ingiuriose e di tutti i giudizi politicamente impresentabili che il Signorelli esprimeva quando si sentiva finalmente libero di parlare con persone fidate. Tuttavia, ci è pure difficile immaginare che lo stesso ministro ignorasse i fatti di piazza Navona 2007, nel momento in cui, il 26 febbraio di quest’anno, gli conferiva l’incarico ministeriale.

Per questo motivo, ci domandiamo se, oltre al Signorini che si è subito auto sospeso, anche il Ministro stesso – vista la piega che stanno prendendo le cose –  non farebbe male a farsi, a sua volta, da parte…Cosa ne pensate voi?

Credits Foto: Agenzia Fotogramma

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11 Giugno 2024

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Scritto da: Giornale Radio

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