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L'opinione

Un tappeto rosso per Enrico Forti?

today20 Maggio 2024 1061

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A cura di Ferruccio Bovio

Chi fosse questo Enrico Forti – detto “Chico” – fino a poco tempo fa, probabilmente, non lo sapeva quasi nessuno…Sui giornali abbiamo letto del suo passato da eccellente windsurfer e da dinamico uomo d’affari: tanto dinamico però, da indurre, nel 1998,  una giuria popolare di Miami – Dade a ritenerlo capace di non fermarsi nemmeno di fronte all’omicidio pur di raggiungere i suoi scopi “imprenditoriali”. I tabulati telefonici e, soprattutto, la presenza sulla sua auto dello stesso tipo di sabbia sulla quale era stato rinvenuto il cadavere di un albergatore che si rifiutava di vendergli il suo hotel di lusso, avevano, infatti, indotto la Corte ad emettere una sentenza di condanna all’ergastolo per il nostro connazionale che, da diverso tempo, si era stabilito in Florida.

Naturalmente, ci guardiamo bene dal pronunciarci su una vicenda giudiziaria della quale – come premesso – ignoravamo persino l’esistenza, ma confidiamo, comunque, che le autorità italiane, le quali non fanno mistero di essersi tanto adoperate per favorire il rientro in patria (si vocifera che siano stati rivolti appelli persino a Joe Biden),  dispongano di elementi di valutazione un pochino meno vaghi di quelli di cui potremmo, eventualmente, avvalerci noi. Certo, fanno riflettere le parole pronunciate dalla procuratrice di Miame – Dade, che si è detta “amareggiata”, sentendosi l’unica voce rimasta “di una vittima di truffa, culminata in omicidio”. Francamente, abbiamo sempre avuto qualche difficoltà nel comprendere perché mai un delitto commesso da un italiano all’estero non debba essere scontato in un carcere del Paese in cui l’evento criminoso si è verificato. Si, probabilmente, sul piano umano, è preferibile che un condannato paghi il suo tributo nei confronti della legge in un luogo in cui possa, almeno, ricevere le visite di amici e parenti, senza che a dividerli – oltre alle sbarre – ci sia di mezzo anche un oceano…Tuttavia, ci pare che, su questa ben poco chiara vicenda, sia stata adoperata un po’ troppa enfasi. Era, ad esempio, proprio necessario che ad accogliere il rientro di questa sorta di “figliol prodigo” dei nostri tempi, all’aeroporto fosse presente addirittura Giorgia Meloni? Enrico Forti sarà anche – come vogliamo sperare – innocente, ma non è un eroe di guerra, un perseguitato politico o un uomo che ha vissuto i tormenti di un lungo rapimento…No, noi non possiamo che esprimere la nostra perplessità dinanzi a tanta entusiastica accoglienza.

Siete d’accordo anche voi?

Credits Foto: Vinima CC BY-SA 4.0 DEED

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20 Maggio 2024

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Scritto da: Giornale Radio

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