Economia

Le imprese straniere crescono (sono 673mila), quelle italiane perdono terreno: il report InfoCamere

today18 Aprile 2026

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(Adnkronos)

Scritto da Giornale Radio

Le imprese guidate da cittadini immigrati in Italia sono 673.103 e continuano a crescere. Secondo i dati del Registro Imprese elaborati da InfoCamere, aggiornati al 31 dicembre 2025, le imprese a conduzione straniera in Italia hanno raggiunto le 673.103 unità, con una crescita nell’ultimo quinquennio del 4,7% . A fronte di questa espansione, nello stesso periodo le imprese con titolare italiano hanno fatto invece registrare un calo del 4,6%. Il report – realizzato da InfoCamere – rientra nell’ambito del progetto “Futurae. Programma imprese migranti”, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e da Unioncamere. I dati sono accessibili dalla dashboard interattiva dedicata al progetto.

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I numeri della crescita: iscrizioni e saldi positivi

Il Report evidenzia come il 2025 si sia chiuso con un saldo nettamente positivo tra aperture e chiusure. Tra gennaio e dicembre, infatti, sono state rilevate 66.101 nuove iscrizioni, a fronte di circa 37.000 cessazioni non d’ufficio, per un saldo attivo di quasi 29 mila unità. La crescita è trainata quasi interamente dalle società di capitali, in aumento dell’11,4% nell’ultimo anno (superando le 153 mila unità, il 22,7% del totale). Le imprese individuali restano comunque la forma più diffusa dell’imprenditoria immigrata, rappresentando il 71% del totale delle imprese registrate.

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Settori e territori: la Lombardia in testa, Prato la più “internazionale”

L’imprenditoria straniera in Italia non si distribuisce in modo uniforme, ma presenta forti specializzazioni settoriali e concentrazioni geografiche. A livello settoriale, il commercio rimane il comparto più rappresentato con 194 mila imprese, nonostante una lieve contrazione dello 0,5% nell’ultimo anno. I settori più dinamici del 2025 sono stati l’agricoltura (+3,9%) e i servizi (+3,6%). Geograficamente, la crescita più sostenuta è quella della Lombardia con tutto il Nord-Ovest (+1,8% su base annua), dove si concentra la maggior parte delle imprese straniere (32%). Guardando alle province, Prato mantiene il primato assoluto per incidenza di imprese straniere sul totale provinciale (33,2%), seguita da Trieste (20,4%) e Imperia (18,6%), che entra sul podio scalzando Firenze. All’opposto, la minore incidenza si registra a Barletta-Andria-Trani (2,5%).

Le principali comunità e i loro settori di riferimento

L’analisi delle imprese individuali rivela la predominanza di tre Paesi di origine che da soli coprono il 34% dei titolari stranieri: Marocco (54.782), Romania (52.126) e Cina (51.230). Seguono le comunità dell’Albania, del Bangladesh e del Pakistan. Ogni comunità tende a concentrarsi in settori e territori specifici. Gli imprenditori di origine marocchina si segnalano per una forte presenza nel commercio (21,6%) e raggiungono la massima concentrazione nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria e Messina. Quelli di origine rumena prediligono il settore delle costruzioni (21,2%), con una presenza diffusa su tutto il territorio nazionale e maggiormente concentrata nelle province di Viterbo, Torino e Cremona. Infine, gli imprenditori di origine cinese si confermano fortemente specializzati nelle attività manifatturiere (43,9%) e nei servizi di ristorazione, con una concentrazione record a Prato, dove i titolari cinesi rappresentano il 67% del totale degli imprenditori individuali stranieri. Complessivamente, il Report Futurae evidenzia come oggi il 79% delle imprese straniere in Italia (circa 599 mila) faccia capo a cittadini di origini extra UE.

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