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La transizione energetica, penalizza il settore automotive, in Italia

(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio

Una percentuale che oscilla tra il 40 ed il 45% dei lavoratori impiegati nel settore dell’automotive in Italia verrà penalizzata dalla transizione energetica e dovrà, pertanto, affrontare un periodo di formazione per ritrovare nuovi spazi, dentro o fuori il comparto. E, in termini numerici, la cosa significa parlare di circa 120 mila addetti a rischio. A rivelarlo è un’indagine, che verrà presentata ufficialmente domani a Roma nel corso di un incontro organizzato dalla UILM presso l’Hotel Ergife e che prende avvio dalla presa d’atto che oggi un’auto tradizionale con motore a benzina o diesel è composta da 7mila componenti, mentre una vettura elettrica arriva ad avere un massimo di 3.500-4.000 pezzi. Da questa differenza scaturisce la stima previsionale che fino al 45% degli occupati italiani, ovvero tra i 110 e i 120 mila lavoratori, saranno colpiti dalla transizione dell’industria automobilistica verso l’elettrico e la ricarica a spina dei mezzi.

Un dato – quello della UILM - più alto rispetto a quello che, nei mesi scorsi, era stato calcolato dalle associazioni dei produttori, che parlavano – come più volte segnalato da Business Planet - di circa 70 mila posti a rischio.

Invece, secondo il nuovo studio della UILM, ci saranno intorno ai 59 mila addetti che avranno bisogno di corsi di aggiornamento per essere ricollocati (con la possibilità di trovare un nuovo spazio all’interno dello stesso settore), mentre altri circa 52 mila addetti dovranno riqualificare le proprie competenze al fine di svilupparne di nuove che sfoceranno in profili completamente diversi, all’interno o anche all’esterno del settore di riferimento. Altri 9 mila lavoratori dovranno, invece, seguire una formazione con l’obbiettivo di riaggiornare utilmente il proprio profilo professionale.

L’incontro di domani a Roma verterà, quindi, sui rischi e sulle opportunità della transizione ecologica. L’evento, vedrà, tra gli altri, la partecipazione di Davide Mele, senior vice president corporate Affairs Stellantis Italia, di Franco Bernabè, presidente di Acciaierie d’Italia, di Pierpaolo Bombardieri, segretario generale Uil e di Rocco Palombella, segretario generale Uilm. In una nota già diffusa dall’Organizzazione sindacale, si legge che “la transizione ecologica rappresenta una sfida storica non rinviabile”. Il sindacato è consapevole delle opportunità, ma allo stesso tempo è anche allarmato dalla “mancanza di determinazione e consapevolezza mostrata dai governi italiani che si sono avvicendati negli ultimi anni”: infatti, spiega la UILM, la transizione ecologica non si fa dall’oggi al domani e non sarà indolore. Al momento, le risorse messe a disposizione non risultano essere sufficienti e per questo motivo, il sindacato chiede che venga aperto un dibattito serio sulla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, nella convinzione che ciò permetterebbe di occupare i lavoratori in esubero, riducendo l’utilizzo degli ammortizzatori sociali.

04 Ottobre 2022


Le notizie di "Business Planet", la rubrica di Giornale Radio. In Redazione Ferruccio Bovio, in Studio Roberto Frangipane.

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