Giornale Radio Il Corsivo - Torna in Italia il pericolo del nucleare
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Giornale Radio Il Corsivo - Torna in Italia il pericolo del nucleare

Torna in Italia il pericolo del nucleare

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Da Nord al Sud, Presidenti di Regione, Sindaci, associazioni, Comitati avviano la protesta contro la Sogin dopo la pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), del progetto preliminare e dei documenti correlati per la costruzione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi. Il cosiddetto “Deposito nucleare” dovrà conservare in via definitiva i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività.
La Sogin è la società statale responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi e il via libera alla diffusione dei contenuti della mappa è giunta dal Ministero dello Sviluppo. Sono 67 i luoghi potenzialmente idonei a ospitare i rifiuti. Non tutti sono equivalenti e presentano differenti gradi di priorità a seconda delle caratteristiche. Sono dislocati in Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia.
Poche ore dopo la desecretazione della mappa è partita una protesta trasversale che coinvolge anime politiche di sinistra e di destra. In Sicilia alza la voce la Coldiretti: sostiene che tra Castellana Sicula e Petralia Sottana, Trapani, Calatafimi-Segesta e Butera le aree sono fortemente agricole e caratterizzate da un patrimonio paesaggistico, storico e culturale straordinario.
In Puglia, sono arrabbiati i Sindaci di Gravina e Altamura. Il no alle scorie unisce tutti i partiti in Sardegna. È contrario il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. Protestano gli amministratori locali della Tuscia, in provincia di Viterbo, dove uno dei luoghi destinati al Deposito è proprio Montalto di Castro, che nel 1986 vide cortei e manifestazioni anche duri contro la centrale nucleare in costruzione.
Il Ministro all'Ambiente Costa dice che è un atto che il Paese aspetta da tempo, perché da troppi anni i rifiuti radioattivi sono stipati in siti provvisori. Ma il Governo non può calare dall'alto una decisione che riguarda la salute e la vita dei cittadini. Soprattutto non può non ascoltare gli amministratori locali, che rappresentano le vere antenne sparse nel nostro territorio.

 

7 gennaio 2021

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