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Rottamatore

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

E così, il risultato finale che ottiene un brillante ex Sindaco fiorentino, salito alla ribalta della scena politica nazionale proclamando la sua volontà di rottamare una classe dirigente inadeguata e obsoleta, è, alla fine, paradossalmente, quello di ridare potere e visibilità ad un signore di Ceppaloni, che chi ha una certa età e un po’ di memoria storica ricorda di aver già incontrato, nel ’76, quale abile deputato democristiano, capace poi di fondare nel ’94, insieme ad un giovanotto di belle speranze destinato a diventare addirittura Pierferdinando Casini, quel CCD che gli gioverà il Dicastero del Lavoro nel primo Governo Berlusconi e che in seguito, modificando la sigla prima in UDC e poi in UDEUR, gli consentirà di approdare, attraverso l’esperienza ulivista, alla guida della Giustizia nell’ultimo esecutivo Prodi... Non c’è che dire: Clemente Mastella, che viveva – ormai fuori dai giochi che contano veramente – il suo appartato viale del tramonto nelle vesti di Sindaco di Benevento, si riaffaccia sulla Capitale e ringrazia di cuore…

Viene da chiedersi quali siano state le motivazioni politiche (o inconfessabilmente personali) che hanno guidato l’agire di Matteo Renzi in questi ultimi giorni: i bene informati ipotizzano che, alla base dei suoi rancori nei confronti di Giuseppe Conte, ci sia la mancata assegnazione del Ministero degli Esteri o di quello della Difesa, che l’irrequieto toscano avrebbe cercato di utilizzare come trampolino di lancio verso la carica di Segretario Generale della Nato. La cosa non deve stupire poiché, considerato – almeno fino a ieri – un autentico cavallo di razza in ambienti internazionali in cui si decidono i destini del mondo, il nostro “Senatore semplice” di Rignano gode da sempre di una stima diplomatica assai diffusa che spazia dall’America liberal del clan Obama alla leadership israeliana di Bibi Netanyahu e dispone, quindi, di carte notevoli da giocare sullo scacchiere globale. Probabilmente però, rischia di cominciare ad essere un po’ meno apprezzato proprio in casa sua, dove 80.000 decessi registrati in dieci mesi, un possibile nuovo lockdown all’orizzonte e la certezza quotidiana di una crisi economica mai più vissuta dal nostro Paese dai tempi del dopoguerra, stanno portando molti elettori a domandarsi se quel “cavallo di razza” non sia stato, in realtà, un tantino sopravvalutato dagli allibratori e dagli scommettitori, sia nostrani, che esteri...

L’apertura di una crisi al buio, dopo aver, tra l’altro, ottenuto non pochi impegni da parte di Conte a rivedere la linea di condotta del suo Governo, risulta francamente una scelta difficilmente comprensibile. Possibile che un uomo che è in politica da quando indossava i pantaloni corti degli scout non si sia reso conto dell’autogoal che si stava facendo? Possibile che non abbia considerato che gran parte dei parlamentari (compresi alcuni di Italia Viva!!!), pur di evitare il ricorso alle – per molti di loro – incertissime elezioni anticipate, voterebbero la fiducia anche al “governo Franchi e Ingrassia”? Proprio nel momento in cui i nostri partners europei, in modo più o meno garbato, incominciavano a segnalare i nostri ritardi nell’elaborare i piani di riforme strutturali e di rilancio delle attività produttive, qualcuno ha, dunque, pensato bene di ricordare “urbi et orbi” che siamo i soliti inaffidabili furbacchioni, pronti a sacrificare l’interesse generale sull’altare del proprio tornaconto personale.

Intanto, torna minacciosamente di moda una parola che era passata in disuso da almeno un anno e stiamo parlando di “spread”, salito improvvisamente a quota 120 punti, dopo essere rimasto stabilmente a 100 negli ultimi mesi.

(Fonte della foto: Verona-in.it)

 

Il Punto della Settimana di Ferruccio Bovio

Giornale Radio

17 gennaio 2021

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