Pagina Facebook di Giornale Radio   Pagina Twitter di Giornale Radio   Pagina Instagram di Giornale Radio   Canale Youtube di Giornale Radio 24

Ascolta i Podcast di Giornale Radio

Ascolta Giornale Radio All News

Chi controlla chi…

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio

All’inizio della settimana che si è appena conclusa, l’Agenzia americana di rating Moody’s ha messo in conto di poter declassare l’affidabilità del debito italiano con l’entrata in funzione del nuovo governo che, a breve, nascerà sulla base delle consultazioni elettorali che si sono svolte lo scorso 25 settembre. Ed anche Fitch, l’altra importante Agenzia newyorkese, venerdì mattina ha voluto dire la sua, ricalcando sostanzialmente le valutazioni effettuate da Moody’s e riproponendone le previsioni poco confortanti.

Senza voler entrare assolutamente nel merito delle anticipazioni di politica economica che, sia pure in modo confuso e spesso anche contraddittorio, sono giunte dai partiti che formeranno la nuova coalizione governativa, ci domandiamo se sia normale che le agenzie di rating che dovrebbero, per loro competenza istituzionale, limitarsi a stimare la solvibilità dei titoli emessi dai vari Stati, si spingano, invece, anche a pronunciare sentenze e giudizi di natura prettamente politica su un esecutivo che, tra l’altro, non solo non ha ancora iniziato ad operare, ma non è nemmeno stato definito nella sua composizione...

Ricordiamo, infatti, che in questa circostanza Moody’s è intervenuta – ci pare abbastanza a gamba tesa – sulla questione del debito italiano, affermando che, se a causa di un rallentamento nell’attuazione delle riforme strutturali previste dal Pnrr si dovessero indebolire le prospettive di crescita del nostro Paese, il declassamento del rating italiano sarebbe inevitabile. E ci mancherebbe altro: è chiaro che se ci areniamo, dimostrando di non essere più in grado di seguire il percorso virtuoso intrapreso col governo Draghi, i nostri titoli di Stato saranno destinati a valere sempre meno...Quello che però a noi pare poco corretto è il fatto che certi giudizi vengano già espressi ex ante, anziché – come oggettivamente dovrebbe essere - ex post. Fitch si spinge addirittura ad ipotizzare probabili contrasti tra il futuro Palazzo Chigi e la Commissione Europea, scrivendo che un’eventuale richiesta di rinegoziazione del Pnrr potrà condizionare pesantemente il “sentiment” dei mercati e che sarà, inoltre, ben “improbabile che Bruxelles mostri molta flessibilità” su temi che possano coinvolgere riforme strutturali. Insomma, la nostra impressione è che la sentenza sia già stata depositata, prima ancora che il “delitto” sia stato commesso.

In pratica, siamo in presenza di giudizi di natura politica che finiscono per porre il problema della loro compatibilità con delle valutazioni che, invece, dovrebbero essere esclusivamente tecniche. Tra l’altro, va anche detto che queste moderne eredi degli oracoli dei tempi che furono, non sempre hanno dato prova di infallibilità: non ci pare, ad esempio, che né Moody’s, né Fitch si fossero accorte per tempo di quanto stesse per accadere prima della grande crisi finanziaria 2007/2009…

Esiste, pertanto, una questione irrisolta ed è quella che riguarda il ruolo giocato da queste società: un ruolo che, giunti a questo punto, richiede quanto mai un’adeguata regolamentazione che, tra le altre cose, stabilisca anche “chi controlla chi”. Naturalmente, non per condizionarne la libertà di giudizio nel momento in cui devono esprimere il loro rating, ma per evitare che su temi così delicati possano sorgere dubbi inerenti a conflitti di interesse o, peggio ancora, a pregiudizi politici.

Regole e controlli sono, quindi, necessari sulle procedure che vengono seguite per emettere i pareri, anche alla luce degli assetti proprietari delle Agenzie e dei loro rapporti con gli azionisti di riferimento. L’esempio da seguire potrebbe, pertanto, essere quello che ci viene dato dalla vigilanza di tipo bancario, nella quale il controllore non interferisce mai nel merito delle attività svolte da un istituto di credito, ma verifica, comunque, che questo abbia sempre agito in conformità alle norme che disciplinano il suo funzionamento.

E, forse, non sarebbe male se anche l’Europa cominciasse a dotarsi di una sua agenzia ufficiale di rating.

09 Ottobre 2022

Il Punto della Settimana di Ferruccio Bovio

Leggi e ascolta “Il Punto della Settimana" di Ferruccio Bovio ogni domenica mattina in esclusiva sul sito e sui profili social di Giornale Radio.

Condividi la notizia di Giornale Radio sul tuo profilo FacebookCondividi la notizia di Giornale Radio sul tuo profilo TwitterCondividi la notizia di Giornale Radio sul tuo profilo LinkedinCondividi la notizia di Giornale Radio con WhatsappCondividi la notizia di Giornale Radio con Telegram

  ULTIME NOTIZIE
Dicembre 02, 2022

Chiara Ferragni e la sua linea di prodotti cosmetici

Categoria: Domande e risposte Autore: yulia
A cura di Ferruccio Bovio. Chiara Ferragni ha presentato, in una profumeria del centro di Palermo, la sua nuova linea di prodotti cosmetici. Centinaia i fans in fila fuori dal negozio - sfidando anche il mal tempo - pur di incontrare la regina delle…

GIORNALE RADIO

Giornale Radio, la radio libera di informare.

Notizie del giorno:

notizie di cronaca, di politica,notizie dal mondo, notizie sportive, di economia, di salute e tecnologia. Notizie di oggi in radio streaming, in WEB TV e in podcast.

SEGUICI SU
Pagina Facebook di Giornale Radio   Pagina Twitter di Giornale Radio   Pagina Instagram di Giornale Radio   Canale Youtube di Giornale Radio 24

Please publish modules in offcanvas position.