Pagina Facebook di Giornale Radio   Pagina Twitter di Giornale Radio   Pagina Instagram di Giornale Radio   Canale Youtube di Giornale Radio 24

Ascolta i Podcast di Giornale Radio

Ascolta Giornale Radio All News

Dalla Russia con furore

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio

Mentre le forze ucraine continuano la loro avanzata ad est ed hanno ormai quasi completato l’accerchiamento di Lyman, a Mosca, in una grande cerimonia di regime, Vladimir Putin ha annunciato ufficialmente a tutto il mondo che, a seguito dei referendum – dai più considerati “farsa” - di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, quei territori venivano annessi alla Russia “per sempre”. Dal discorso del leader del Cremlino – forse il più duro da lui mai pronunciato nei confronti dell’Occidente – scompare, quasi del tutto, ogni riferimento all’Ucraina, per rivelare, invece, apertamente che la guerra in corso è, essenzialmente, una guerra contro quella sorta di “satanismo” occidentale che, di fatto, avrebbe ormai contaminato anche la società e la politica di Kiev. Non sono, infatti, mancati, nelle 36 cartelle che lo Zar ha letto dinanzi ad una folta rappresentanza di personaggi della nomenklatura apparentemente estasiati, alcuni riferimenti ai presunti complotti, orditi da un asse moralmente corrotto, a danno dell’integrità culturale russa. Riferimenti - come quelli destinati alle teorie gender - che ricalcano, sostanzialmente, le argomentazioni oscurantiste spesso presenti nelle omelie del patriarca di Mosca Kirill, autentico supporto ideologico del potere putiniano.

Però, al di là di tutta una serie di premesse improntate a retorica, propaganda e nazionalismo, il dato politicamente più interessante che emerge dal discorso sulle annessioni, è quello che Putin, avvertendo la graduale ma ferma presa di distanza da parte di Paesi – in primis la Cina – che all’inizio dell’ infelice avventura ucraina si erano benevolmente astenuti dall’esprimere sorpresa o contrarietà, cerca adesso di giocare la carta dell’anticolonialismo, nell’estremo tentativo di consolidare od allacciare vecchi e nuovi rapporti con il Sud del Pianeta. Parte così una nuova crociata terzomondista, sulla falsariga di quelle che segnarono l’epoca sovietica, in nome di una sacrosanta decolonizzazione globale. Il clima che Putin deve aver percepito prima personalmente al summit di Samarcanda e successivamente all’Assemblea generale dell’Onu deve averlo indotto a riflettere sul fatto che, a prescindere dalle loro tradizionali e scontate critiche nei confronti dell’arroganza dell’Occidente, Cina, India e numerosi altri Paesi che, sulla questione ucraina, avevano finora mantenuto un atteggiamento di imbarazzata neutralità, stavano ormai trasformando la loro incerta disponibilità in palese insofferenza. Da qui, è nata, probabilmente, l’esigenza di “inventarsi qualcosa” di propagandisticamente suggestivo, come, appunto, l’inevitabile contrapposizione frontale tra il satanico occidente e la parte rimasta eticamente “sana” del Pianeta, la quale, se minacciata dalle forze di questo diabolico “asse del male” avrebbe, quindi, tutte le ragioni per reagire – spiega Putin – con qualsiasi mezzo. Del resto, lascia cadere con sottile malizia l’uomo del Cremlino, l’utilizzo dell’arma atomica non sarebbe affatto una novità...qualcuno sembra averci già pensato ai tempi di Hiroshima e Nagasaki... Sono parole, queste, che abbattono, improvvisamente, una barriera che, per oltre 70 anni, era parsa insuperabile nel rassicurare l’umanità sul fatto che una guerra nucleare non sarebbe mai stata combattuta perché avrebbe conosciuto soltanto sconfitti e nessun vincitore. E sono parole che, in queste ore, vengono prese sul serio dalle cancellerie di tutto il mondo. Su di esse si è espresso in modo molto chiaro l’ex segretario di Stato, Henry Kissinger, dichiarando che si deve assolutamente impedire che le armi atomiche diventino come quelle convenzionali, perché “ciò altererebbe in maniera inaccettabile la natura stessa delle relazioni internazionali, aprendo la porta all'uso indiscriminato di tecnologie senza limiti, che chiunque potrebbe cercare di impiegare. E questo è troppo pericoloso". Tuttavia, aggiunge il 99enne guru della politica internazionale - che, fino ad oggi, ha sempre suggerito di seguire la via del dialogo con Mosca (come a suo tempo egli stesso fece con Pechino, dando luogo alla famosa “coesistenza pacifica”) – se la partita con Putin diventasse troppo importante per accettare anche solo l’eventualità di poterla perdere, allora anche gli USA non sarebbero più nella condizione di escludere il ricorso ad ogni tipo di soluzione militare.

Credits: Burnt Pineapple Productions (CC0 1.0)

02 Ottobre 2022

Il Punto della Settimana di Ferruccio Bovio

Leggi e ascolta “Il Punto della Settimana" di Ferruccio Bovio ogni domenica mattina in esclusiva sul sito e sui profili social di Giornale Radio.

 

 

 

 

 

Condividi la notizia di Giornale Radio sul tuo profilo FacebookCondividi la notizia di Giornale Radio sul tuo profilo TwitterCondividi la notizia di Giornale Radio sul tuo profilo LinkedinCondividi la notizia di Giornale Radio con WhatsappCondividi la notizia di Giornale Radio con Telegram

  ULTIME NOTIZIE
Dicembre 02, 2022

Chiara Ferragni e la sua linea di prodotti cosmetici

Categoria: Domande e risposte Autore: yulia
A cura di Ferruccio Bovio. Chiara Ferragni ha presentato, in una profumeria del centro di Palermo, la sua nuova linea di prodotti cosmetici. Centinaia i fans in fila fuori dal negozio - sfidando anche il mal tempo - pur di incontrare la regina delle…

GIORNALE RADIO

Giornale Radio, la radio libera di informare.

Notizie del giorno:

notizie di cronaca, di politica,notizie dal mondo, notizie sportive, di economia, di salute e tecnologia. Notizie di oggi in radio streaming, in WEB TV e in podcast.

SEGUICI SU
Pagina Facebook di Giornale Radio   Pagina Twitter di Giornale Radio   Pagina Instagram di Giornale Radio   Canale Youtube di Giornale Radio 24

Please publish modules in offcanvas position.