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Il razzismo di Roma e quello di Londra : due pesi e due misure?

(Tempo di lettura: 3 - 6 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio.

L’argomento sul quale ci soffermiamo oggi trae lo spunto da un articolo comparso sul New York Times e che, come un altro che lo ha preceduto sull’Economist, descrive il mondo del calcio italiano come un terreno sul quale cresce, con estrema facilità, la mala pianta dei peggiori comportamenti razziali.

In sostanza, le due testate anglosassoni denunciano la presenza in Italia di un forte retro terra razzista.

Nell’articolo, l’autore, Alan Burdik, riporta quanto emerge da uno studio, condotto da ricercatori italiani, secondo cui i giocatori di colore che partecipano al campionato italiano di serie A avrebbero offerto un rendimento migliore durante il campionato da poco terminato, perché, con gli stadi vuoti a causa della pandemia, non avrebbero subito le solite pressioni negative e razziali provenienti dagli spalti delle nostre tifoserie.

In Italia e non solo – scrive Burdik nel suo articolo - anche i giocatori di colore di livello mondiale sono stati sottoposti a cori ed epiteti razzisti, dovendo subire persino il lancio di banane in campo. Lo studio, al quale fa riferimento il New York Times, ha confrontato le prestazioni di circa 500 professionisti di Serie A nella prima metà della stagione 2019-2020 ( cioè nella fase pre- pandemica, quando gli stadi erano ancora pieni e rumorosi ), con quelle delle partite disputate nella seconda fase del campionato, quando,  a causa delle misure anti contagio, le gare sono state giocate negli stadi vuoti. Ne verrebbe fuori che un sottogruppo di giocatori - e uno solo - ha giocato notevolmente meglio in assenza del pubblico. E sarebbero stati gli atleti africani - i quali sono più comunemente presi di mira dalle molestie razziali - ad esprimere un significativo miglioramento delle loro prestazioni, a partire dal momento in cui i tifosi non sono più andati allo stadio. Infatti, sempre secondo i ricercatori, i calciatori di colore avrebbero  ottenuto performance superiori del 3% nella seconda parte della stagione rispetto alla prima.

A parte che chiunque si intenda un minimo di calcio non può che trasecolare dinanzi alla pretesa di applicare ai rendimenti agonistici dei giocatori quelle percentuali matematiche che, di solito, si applicano, invece, a ben altro tipo di rendimenti quali possono essere quelli dei titoli azionari o delle quotazioni dell’oro, non c’è, comunque, dubbio sul fatto che le manifestazioni di intolleranza razziale – e non solamente nei confronti dei neri, ma spesso anche verso tifoserie rivali – costituiscono, purtroppo, un cancro che va assolutamente estirpato dal nostro calcio.

Ci chiediamo però, se il fenomeno sia proprio così tipicamente italiano, visto che anche i giocatori inglesi di origine africana, dopo aver sbagliato i rigori decisivi nella finale di domenica scorsa, hanno ricevuto la loro bella dose di insulti e di minacce di morte…

E voi, cari amici, cosa ne pensate? Ritenete, che pur essendo sempre bellissimo poter assistere dal vivo ad un incontro di calcio, per eliminare il razzismo negli stadi, varrebbe forse la pena di  continuare a giocare ancora a porte chiuse  oppure, addirittura  sospendere i campionati per tutto il tempo necessario affinché certi cervelli malati si decidano a rinsavire ?

Se avete considerazioni da fare su questi temi, potete scriverci al nostro indirizzo mail fb@nextcomitaly.com oppure su Facebook.

Saremo lieti di rispondervi

19 luglio 2021

Non si sono ancora spenti gli echi dei festeggiamenti per il trionfo della nostra Nazionale che ha riportato a Roma il titolo europeo dopo 53 anni e già si ricomincia a guardare al futuro.

 Anche se in passato, ad esempio dopo le vittorie del 1982 e del 2006, si è sempre registrata una certa tendenza al rilassamento ed alla perdita di concentrazione, questa volta le cose dovrebbero andare in modo diverso, poichè Mancini, al momento del suo ingaggio, aveva individuato nel  Mondiale 2022 l’obbiettivo fondamentale della sua gestione. D’altra parte, il nostro C.T.  si è nuovamente legato alla Nazionale fino al 2026, il che equivale ad un periodo che comprende due Mondiali ed un altro Europeo. E lo ha fatto raddoppiando l’ingaggio da 2 a 4 milioni : niente a che vedere con quanto era abituato a guadagnare all’Inter o in Inghilterra, ma è pur sempre il segnale che la Federazione ha finalmente compreso che, sulla figura del selezionatore azzurro, non conviene giocare al risparmio. L’idea di Mancini è quella di fare del Club Italia una squadra che vive e si comporta come una grande società di serie A, capace di procedere nel tempo con una sua ben definita identità e continuità di gioco.

Il gruppo dei neo campioni d’Europa che, tra l’altro, riporta l’Italia al quarto posto nel ranking mondiale – dopo che era precipitata oltre la ventesima posizione - è destinato ad arricchirsi di nuove leve e di alcuni importanti ritorni. Tornerà, tanto per fare qualche nome, Nicolò Zaniolo, il gioiellino della Roma che avrebbe avuto un ruolo in prima fila agli Europei se non fosse stato per un ginocchio colpito dalla sfortuna proprio nel corso di una delle più belle prestazioni di questa Nazionale, lo scorso settembre ad Amsterdam. Mancini, se vorrà riconfermarsi competitivo anche in Qatar, dovrà però risolvere il problema del centravanti che, inutile nasconderlo, costituisce l’unica vera lacuna della nostra attuale rappresentativa. Belotti e Immobile hanno sempre fatto del loro meglio, ma non paiono avere velocità nei movimenti e tecnica adeguate per armonizzarsi al resto della compagnia. Ma anche nel reparto più avanzato non mancano, comunque, i nomi : da Raspadori a Scamacca, al bizzoso Kean, lasciato a casa, all’ultimo momento, per comportamenti poco disciplinati.

Adesso non possiamo che augurare buone vacanze ai nostri eroi di Wembley, anche perché il loro riposo sarà piuttosto breve:dal 2 all’8 settembre si tornerà, infatti, in campo contro Bulgaria, Svizzera e Lituania con in gioco punti importanti verso il Qatar. Intanto, prende corpo anche l’ipotesi di una candidatura italiana per i Campionati Mondiali del 2030... Chi ci sarà, vedrà.…

E così, cari amici, questa mattina saremmo veramente curiosi di sapere quale siano le vostre opinioni e sensazioni sul futuro del “dream team” manciniano. Secondo voi, è iniziato un ciclo azzurro che ci vede tra i favoriti per i Mondiali 2022?

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