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Giornale Radio  - Senza Diego

Senza Diego

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio.

Il tempo vola ed oggi è un anno esatto che il mondo va avanti senza la presenza di Maradona, anche se la figura di Diego resta impressa nei ricordi, nella fantasia e nei sentimenti degli appassionati in tutto il mondo. E forse la morte gli è giunta algidamente puntuale, quasi a volerlo sottrarre ad un lento e penoso declino, verso il quale l’immenso campione aveva iniziato ad incamminarsi già sul finire della sua carriera calcistica. Qualche stop forzato, dovuto alle squalifiche per doping, seguito da un paio di brevi ed illusori ritorni...e poi una sequenza sventurata di modesti risultati come allenatore, incarcerazioni e ricoveri in cliniche per disintossicarsi. Il destino ha, quindi, deciso così, fermando il suo cuore con una banalissima malattia, prima che fosse proprio “el pibe de oro” a rovinare completamente, con le sue stesse mani, tutto quel patrimonio di esaltanti successi che aveva saputo accumulare nella prima parte della sua vita.

Il mito Maradona continua ad essere celebrato in ogni angolo del Pianeta nelle forme più svariate: da quelle ufficiali a quelle più scanzonate. La sua casa natale al civico 523 di Calle Azamor nella bidonville de Villa Fiorito, è stata dichiarata dal governo di Buenos Aires “patrimonio nazionale argentino”. Napoli gli ha intitolato lo stadio in cui regalò ai tifosi partenopei i loro due unici scudetti ed al Museo Archeologico Nazionale è stata collocata la scultura ”Il sogno dell’eroe”, che l’artista Christian Leperino gli ha dedicato, considerandolo “un omaggio contemporaneo al concetto di eroismo”. Murales di Maradona si trovano un po’ ovunque, sia in Argentina, che all’ombra del Vesuvio, ma forse il massimo della devozione al culto del Dio del pallone lo ha toccato chi, nel Paese andino, ha pensato bene di coniare addirittura una criptovaluta in sua memoria: il maradollaro.

Naturalmente, Diego è stato anche un personaggio profondamente divisivo: e non solo tra le tifoserie sportive, ma anche, più in generale, presso l’opinione pubblica non necessariamente interessata alle cose del calcio.

La sua esistenza è stata tutta un alternarsi continuo tra la gloria e l’inferno. Maradona ha costruito il suo straordinario carisma grazie ad un irripetibile talento calcistico e ad una personalità che potremmo definire funambolica.

Poi, finito il tempo degli stadi, la vita lo ha abbandonato a se stesso ed alle sue fragilità emotive, trasformando l’eroe in un derelitto. Droga, esternazioni fuori luogo, problemi fiscali, famiglie e figli sparsi qua e là nel mondo, mogli e compagne spesso usate senza rispetto. Anche le donne rappresentano, infatti, un capitolo importante nel libro della sua vita. Il suo rapporto con loro è stato, certamente, caratterizzato da una forte componente di sessismo. E a questo proposito, sono proprio di questi giorni le rivelazioni di una 37enne cubana che ha raccontato di essere stata iniziata alle droghe, nonché stuprata proprio da Diego Maradona, quando lei aveva ancora soltanto 16 anni.

Intanto, continua l’inchiesta giudiziaria sulla sua morte misteriosa, con sette persone accusate di omicidio volontario. In ballo c’è anche una ragguardevole eredità che si contendono i cinque figli (almeno quelli riconosciuti…).

E qui in Italia, siamo in attesa che venga proiettato nelle nostre sale cinematografiche il film “É stata la mano di Dio”: un’ opera autobiografica del regista napoletano premio Oscar, Paolo Sorrentino, che ha sullo sfondo gli anni napoletani di Maradona. Purtroppo però, Diego non ci sarà, seduto in prima fila, per assistere alla prima del film. Per lui è già scaduto, da un anno esatto, il novantesimo minuto.

E voi, cari lettori, che rapporto avete avuto (o conservate tutt’ora) con quello che è stato il Numero 10 per eccellenza? Manca la magia delle sue giocate da “scugnizzo” pirotecnico nel calcio iper muscolare di oggi? Prevalgono in voi l’amore, la comprensione o la condanna nei suoi confronti? E comunque, ritenete che il “fenomeno Maradona” abbia rappresentato – e non solo a livello sportivo - un qualche cosa di irripetibile?

Credits: Cadaverexquisito

25 Novembre 2021

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