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A scuola alle 10?

(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio.

Tra le varie proposte che stanno circolando in questi giorni di campagna elettorale, ne vogliamo oggi sottoporre una alla vostra attenzione. Ed è quella che è stata avanzata da Vittorio Sgarbi in merito all’orario dell’ingresso nelle scuole che, secondo il notissimo critico d’arte, non dovrebbe mai avvenire prima delle ore nove o, meglio ancora, alle dieci. Si tratta, indubbiamente, di un’idea scomoda che, se venisse recepita a livello legislativo, finirebbe per comportare chissà quali sconvolgimenti nella normale routine quotidiana delle famiglie, per non dire nei funzionamenti di fabbriche ed uffici. Però, pur essendo noi decisamente lontani da qualsiasi suggestione improntata alla vulgata della “decrescita felice”, non possiamo tuttavia fare a meno di considerare che la scuola è pur sempre un’istituzione concepita per i bambini (o per i ragazzi), i quali devono poter arrivare in aula non addormentati, ma con un livello di lucidità mentale che non ne comprometta la capacità di attenzione.

D’altra parte, pochissimi anni fa, uno studio condotto proprio sull’ingresso in aula posticipato di un’ora da parte del Dipartimento di Psicologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, aveva evidenziato il beneficio che la cosa apportava agli studenti che, entrando più riposati, rivelavano un più alto livello di attenzione durante lo svolgimento delle lezioni e dei compiti in classe. Tra l’altro, andrebbe anche considerato che l’inizio della giornata scolastica alle ore otto, spesso significa – soprattutto per chi non abita nelle vicinanze dell’istituto che frequenta – doversi sottoporre a delle levatacce che magari richiedono lo squillare della sveglia alle cinque o alle sei del mattino…

Certo, l’eventuale accoglimento di una proposta di questo tipo creerebbe, indubbiamente, enormi problemi ai genitori, i quali come farebbero ad essere puntuali sui loro luoghi di lavoro se, alle nove o alle dieci, dovessero essere ancora intenti ad accompagnare i bambini a scuola? A chi li lascerebbero? Dove, in sostanza, andrebbero a “parcheggiarli”? Certo, papà e mamma non possono chiaramente perdere il loro posto di lavoro perché arrivano sistematicamente in ritardo in ufficio, ma resta tuttavia aperta una domanda che rimane in sospeso: e cioè, la scuola è dei bambini o dei genitori? Forse una soluzione al problema potrebbe essere quella di continuare ad accogliere gli scolari anche alle otto del mattino, ma facendo tuttavia slittare l’inizio delle attività didattiche di una o due ore, in maniera tale da garantire loro il tempo necessario per far “carburare” adeguatamente le proprie giovani menti. E forse, potrebbe essere proprio questo il terreno di incontro sul quale rendere più compatibili le esigenze astrattamente messe in risalto dal Dipartimento di Psicologia, con quelle molto più aride e concrete che, ogni giorno, ci vengono, invece, imposte dai ritmi precisi che scandiscono, inesorabilmente, i tempi organizzativi del lavoro.

09 Settembre 2022

Risultati del sondaggio sui nostri social:

Alla domanda "Tra le proposte che circolano in queste giornate di campagna elettorale, ve ne segnaliamo una di Vittorio Sgarbi che prevede di spostare l’inizio delle lezioni scolastiche alle nove o – meglio ancora – alle dieci del mattino, per facilitare l’apprendimento da parte degli studenti che sarebbero più riposati. Voi la giudicate un’idea da prendere in considerazione?”

Il 30% di voi ha risposto SI, mentre il 70% ha risposto NO. Grazie per aver partecipato al sondaggio di Giornale Radio, continua a votare con noi! Giornale Radio conta su di te.

Se avete considerazioni da fare su questi temi, potete scriverci al nostro indirizzo mail fb@nextcomitaly.com oppure su Facebook o Instagram
Saremo lieti di rispondervi 

 

 

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