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Corri Bambi! Cerca ancora di fuggire!

(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio.

Sembra irrimediabilmente segnato il futuro di centinaia di daini che vivono nel territorio del Parco del Delta del Po. La loro colpa è quella di essere ormai in troppi, non autoctoni e di compromettere l’habitat nel suo insieme: ed è per queste ragioni che la presidenza del Parco ne ha decretato, la settimana scorsa, una condanna a morte che sono in molti a non voler accettare. A cominciare dalle organizzazioni animaliste che chiedono a gran voce che vengano, invece, salvati tutti gli esemplari. Ed a questo proposito, l' Ente Nazionale Protezione Animali giudica “inaccettabile, anti-etico e anti-scientifico” quello che il Parco intende fare, dubitando che siano state percorse davvero tutte le strade possibili. L’Enpa chiede, ad esempio, se l'Ente Parco abbia effettivamente seguito tutte le indicazioni fornite dal Ministero della Salute circa la somministrazione di farmaci contraccettivi che possono essere utilizzati anche per questi animali. Tra l’altro, anche in base alla normativa nazionale, provvedimenti di soppressione cosi drastici devono essere seriamente argomentati sul piano scientifico: non basta, quindi, accennare ad un generico rischio, ma occorre, al contrario, “andare nello specifico, dimostrando che effettivamente questi animali potrebbero ledere alla natura, alla biodiversità o quant'altro”. Dopo di che – conclude sempre l’Enpa - “si deve, comunque, costruire un percorso condiviso con le associazioni e le istituzioni scientifiche”. A sua volta, la direzione del Parco risponde che l'ipotesi avanzata dalle Associazioni ambientaliste (che prevede lo spostamento dei daini in altre regioni), non è percorribile poichè le disposizioni dettate dall’ Ispra (l’istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale), limitano gli spostamenti ad un numero massimo di 30 capi. Ma qui, purtroppo, si parla invece di centinaia di esemplari.

Viene da chiedersi come si sia potuti arrivare ad una situazione di questo tipo, visto che, nel Ravennate e nel Ferrarese, i daini sono persino considerati una specie aliena. Naturalmente, non vi sono arrivati su un tappeto volante, ma è stato l’uomo ad iniziare ad introdurli verso la fine degli anni 90: poi, probabilmente anche per l’assenza di un predatore come il lupo, il riprodursi alla ennesima potenza ne è venuto come inevitabile conseguenza.

Stiamo parlando di quelle creature timide e graziose che tanto ci riportano ai tempi della nostra infanzia ed alla commovente narrazione disneyana delle avventure di Bambi (anche se, per la verità Bambi era un cervo e non un daino…).

Turba, indubbiamente, la coscienza di molti di noi l’idea che questi adorabili furfanti che, senza rendersene conto, causano danni non indifferenti alla vegetazione, debbano oggi sacrificare la loro spensierata esistenza per errori che, negli anni scorsi, sono stati commessi, tanto per cambiare, da quell’animale che, in quanto a danni alla natura, non è secondo a nessuno e che, prima – come un apprendista stregone - crea i disastri e poi litiga con se stesso per capire come porvi un rimedio.

E intanto, i Bambi del Parco del Delta del Po corrono veloci e brucano l’erba (anche quella che non dovrebbero) vivendo, pertanto, la loro ultima estate. Ignari del destino che li attende. Così come, del resto, lo siamo anche noi.

05 Settembre 2022

Risultati del sondaggio sui nostri social:

Alla domanda "La direzione del Parco del Delta del Po ha decretato la soppressione di centinaia di daini che popolano, ormai, tutta l’area del Parco stesso, provocando seri danni alla vegetazione. Saremmo curiosi di conoscere quali siano le vostre reazioni dinanzi a situazioni di questo genere. Ritenete, ad esempio, che la salvaguardia di una vita animale debba, comunque, prevalere sempre su ogni altro tipo di considerazione, sia essa economica, botanica o faunistica?”

Il 33% di voi ha risposto SI, mentre il 67% ha risposto NO. Grazie per aver partecipato al sondaggio di Giornale Radio, continua a votare con noi! Giornale Radio conta su di te.

Se avete considerazioni da fare su questi temi, potete scriverci al nostro indirizzo mail fb@nextcomitaly.com oppure su Facebook o Instagram
Saremo lieti di rispondervi 

 

 

 

 

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