Giornale Radio  - Oro Blu

Oro Blu

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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

A cura di Ferruccio Bovio.

Ormai si parla di acqua definendola “oro blu”. È, infatti, divenuta una risorsa talmente preziosa – soprattutto in questo interminabile periodo di siccità – che un po’ ovunque ci capita di leggere consigli ed indicazioni su come utilizzarla al meglio, riducendo assolutamente al minimo gli sprechi. Suggerimenti di cui abbiamo probabilmente bisogno, visto che l’Italia è da sempre tra i Paesi ne consumano di più. Secondo l’Istat, gli Italiani detengono il record nell’Ue in quanto a volume di acqua dolce consumata: 9,2 miliardi di metri cubi all’anno. Si stima che ogni italiano consumi circa 153 metri cubi all’anno, al secondo posto dopo la Grecia che ne consuma poco di più (157).

Sempre secondo l’Istat, in Italia ogni abitante consuma in media 215 litri di acqua al giorno, dei quali la maggior parte (39%) viene utilizzata per doccia e bagno, generando spesso uno spreco eccessivo: basti pensare che solo per lavarsi i denti, se non si chiude il rubinetto, si possono buttare via fino a 30 litri d’acqua al giorno. A ciò va aggiunto anche il fenomeno ( che però, non dipende dai singoli cittadini ) della dispersione dell’acqua immessa, ovvero della quantità che si perde a causa del cattivo funzionamento delle reti idriche e la cui la media nazionale è addirittura del 40%.

Tra i vari consigli che ci vengono dispensati in questi giorni, ci hanno particolarmente sorpreso quelli che ci ha fornito il presidente del WWF Italia, Fulco Pratesi, il quale, rilasciando un’intervista, ha illustrato quale sia il suo personale rapporto con l’acqua.

Considerata la terribile siccità, destinata a durare almeno fino alla metà di agosto, Pratesi ci invita tutti ad essere più responsabili nell’uso che facciamo dell’oro blu. Lui, ad esempio, ammette candidamente di non fare una doccia da decenni, lavandosi solo con una spugna e dei barattoli che mette sotto i rubinetti per evitare ogni forma di spreco. Le mani, sempre secondo Pratesi, vanno lavate in maniera rapidissima: affermazione, questa, che contrasta non poco con quanto ci hanno raccomandato, invece, tutti i virologi durante i mesi più bui della pandemia. Ed anche per radersi il viso il presidente del WWF si serve di un recipiente in cui versa una quantità di acqua che dovrà servirgli sia per la fase dell’insaponatura, che per quella del risciacquo.

Lo sciacquone per una pipì non si usa, ma solo dopo due o tre volte. E comunque, quando ne preme il bottone, Pratesi non può fare a meno di pensare a quanto servirebbe quell’acqua ai bambini del Burkina Faso.

Per quanto, invece, concerne la biancheria, l’intervista suggerisce di cambiare le mutande “ in maniera molto ecologica”, e cioè ogni due-tre giorni, ma a volte di più. Basta controllare per capire quando è arrivato il momento di farlo.

Quanto al bere, l’autorevole intervistato ricorda di aver bevuto anche l’acqua del Tevere, senza che gli sia mai successo nulla: anzi, la cosa deve avergli creato degli anticorpi...e comunque Bisogna bere sempre acqua del rubinetto di casa.

Ci rendiamo conto del fatto che questi descritti da Pratesi sono comportamenti estremi e che, per la maggior parte di noi, sarebbero ben difficili da adottare. Però, è anche vero che è ormai certamente giunto il momento di rivedere il nostro modo di rapportarci con l’acqua e con la natura in generale.

23 Giugno 2022

Risultati del sondaggio sui nostri social:

Alla domanda “La grave crisi di siccità che stiamo attraversando, imporrà restrizioni e comportamenti più responsabili a tutti gli Italiani che, secondo l’Istat, sono i maggiori consumatori di acqua in Europa. Vi sentite pronti a sacrificare, almeno in parte, comodità ed abitudini che sono legate al consumo di acqua?”

Il 88% di voi ha risposto SI, mentre il 12% ha risposto NO. Grazie per aver partecipato al sondaggio di Giornale Radio, continua a votare con noi! Giornale Radio conta su di te.

 

Se avete considerazioni da fare su questi temi, potete scriverci al nostro indirizzo mail fb@nextcomitaly.com oppure su Facebook o Instagram
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