Giornale Radio - Coronavirus: Scafato (Iss), '10% parenti vittime avrà depressione, rischio dipendenze'
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Coronavirus: Scafato (Iss), '10% parenti vittime avrà depressione, rischio dipendenze'

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)
Roma, 9 feb. (Adnkronos Salute) - Tra i familiari dei pazienti deceduti per Covid-19, "si stima che almeno il 10% andrà incontro a una depressione. Ed entro un anno, come farà fronte a questo tipo di problematica? Molti vanno incontro all'uso di alcol e sostanze", ed è quindi possibile "un'ondata di dipendenze". Lo ha detto Emanuele Scafato, direttore del Centro dell'Oms per la ricerca e la promozione della salute sull'alcol e problematiche alcol-correlate, e direttore dell'Osservatorio nazionale alcol, Centro nazionale dipendenze e doping dell'Istituto superiore di sanità, nel corso dell'audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato su 'Potenziamento e riqualificazione della medicina territoriale nell'epoca post Covid'. Scafato ha spiegato, per quanto riguarda l'alcol, che nel lockdown molti consumatori a rischio sono sfuggiti al controllo: "Le vendite online e le consegne a domicilio sono schizzate", e sono aumentati "i consumi nei consumatori a rischio". Dopo il lockdown il consumo è aumentato soprattutto tra "i 18 e i 24 anni, anche sui superalcolici". L'esperto ha ricordato che ci sono "8.700.000 consumatori a rischio, 4 milioni di intossicati per abitudine e 690mila di consumatori dannosi". Scafato ha sottolineato poi che mancano "personale" e risorse per prevenzione e interventi contro le dipendenze. Serve una rete aggiornata, ma anche la "disponibilità di terapie innovative, gestibili a domicilio: molte famiglie hanno scoperto di avere un familiare alcol-dipendente o tossicodipendente nel lockdown, senza avere nessuno strumento per intervenire". Servono, inoltre, un rinnovato 'Piano nazionale alcol e salute' e una maggiore formazione dei medici di famiglia e specialistica. "Quando noi abbiamo analizzato il grado di competenza sul tema di questi professionisti, in Europa, abbiamo dimostrato che soltanto il 30% dei medici di famiglia sa quale sono gli strumenti per identificare un problema da alcol e sa come intervenire, attraverso l'intervento breve e motivazionale. C'è un gap enorme da colmare".

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