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Sindacato: la pandemia fa crescere la domanda, 11,3 mln iscritti nel 2020

(Tempo di lettura: 3 - 5 minuti)

Roma, 24 feb. (Labitalia) - La pandemia non ferma le adesioni al sindacato: nel 2020, nel complesso, gli iscritti alle tre maggiori confederazioni italiane, Cgil, Cisl e Uil, coprono una platea di circa 11,3 milioni di iscritti, rispettivamente 5 milioni alla Cgil, oltre 4 milioni alla Cisl e circa 2,3 mln alla Uil. E' quello che emerge al termine dell'anno segnato dal Covid è anzi un'aumentata domanda di sindacato, come testimonia, ad Adnkronos/Labitalia, Ivana Galli, segretaria confederale Cgil, responsabile delle politiche organizzative e delle politiche del tesseramento: "La solitudine in cui si sono trovati molte lavoratrici e lavoratori, la fragilità e la paura -dice- hanno portato le persone a rivolgersi di più al sindacato, le cui sedi, è bene ricordarlo, sono sempre state aperte, anche durante i lockdown. E anche con gli anziani, i pensionati, tra le persone che più hanno sofferto la perdita di socialità, il sindacato ha svolto una grande attività di informazione e vicinanza". La Cgil anche nel 2020 si conferma la confederazione che raccoglie il maggior numero di tesserati. "Ancora non abbiamo i dati definitivi -spiega ancora Galli- perché abbiamo cambiato alcune cose: già da quest'anno abbiamo avviato la certificazione degli iscritti, attraverso la costituzione di una vera anagrafe dettagliata e rigorosa, che ci permetterà di conoscere bene i nostri tesserati e ci permetterà di mettere a punto politiche ancora più mirate. Comunque, posso confermare fin d'ora che sicuramente avremo raggiunto anche nel 2020 gli stessi iscritti del 2019, ossia oltre 5 milioni", dichiara Galli. "Anche dal punto di vista del tesseramento ci sono stati settori che hanno tenuto come la manifattura e il settore agroalimentare. Invece, pubblici esercizi e turismo hanno risentito maggiormente delle chiusure. Così come le donne e i giovani", aggiunge. Il sindacato uscirà "cambiato come tutti del resto da questa pandemia: abbiamo anche noi capito che molte riunioni si possono fare on line con risparmio di costi e tempo, ma il contatto coi lavoratori dopo 2 anni di isolamento sociale, dovrà essere ancora più forte di prima. Quello andrà sempre fatto in presenza", conclude Galli. In casa Cisl hanno chiuso i conti da pochi giorni: nel 2020 i tesserati al sindacato, che da marzo sarà guidato da Luigi Sbarra, sono 4.069.111, in calo dello 0,25% (pari a 10.379 iscritti in meno) rispetto all’anno precedente. Dati comunque "positivi -sottolinea la segretaria confederale della Cisl, Daniela Fumarola, responsabile organizzativa- che testimoniano la buona tenuta della nostra organizzazione in molti settori produttivi importanti del paese, nonostante il perdurare della pandemia e della conseguente crisi economica ed occupazionale”. "I lavoratori attivi iscritti alla Cisl rappresentano oggi il 58,45% complessivo di tutti i tesserati e passano dai 2.379.871 del 2019 ai 2.378.479 del 2020, con una diminuzione di soli 1.392 associati (meno 0,06%), grazie principalmente all’aumento registrato nel pubblico impiego, nei trasporti e nei settori del terziario e dei servizi. Dati incoraggianti che sottolineano il grande impegno di tutte le nostre strutture regionali, territoriali, categoriali insieme al grande lavoro dei nostri enti di servizio e di assistenza, durante questi lunghi e tragici mesi di pandemia”, aggiunge Fumarola. I pensionati cislini sono 1.690.632, con un calo rispetto al 2019 di 8.987 associati (-0,53%), "un risultato comunque importante -spiega Fumarola- visto l’andamento pandemico che ha interessato il nostro paese quest’anno". Nei pensionati il 53,90% degli iscritti è di sesso femminile, mentre il 46,10% sono uomini. Per quanto riguarda il dato anagrafico il 44,17% ha più di 50 anni. I nati all’estero sono il 15,88% dei lavoratori attivi iscritti alla Confederazione, a riprova di una organizzazione sindacale sempre più multietnica e multiculturale. I paesi più rappresentativi sono la Romania con il 17,85%, l’Albania con il 10,63% e il Marocco con il 8,15% dei nati all’estero tra gli associati alla Cisl. Il 2020 si chiude per la Uil, il sindacato guidato da Pierpaolo Bombardieri, con circa 2.300.000 iscritti, in crescita di 6.000 nuovi tesserati rispetto al 2019. "Per tutto il 2020 e soprattutto nei mesi segnati dalla pandemia e dai lockdown -spiega ad Adnkronos/Labitalia Emanuele Ronzoni, segretario organizzativo della Uil- abbiamo scelto di tenere le nostre sedi sempre aperte, naturalmente nel massimo rispetto delle norme sulla sicurezza: distanziamento, igienizzante, mascherine. Una scelta che era permessa dal codice Ateco a cui appartengono le attività delle organizzazioni sindacali e che, comunque, è stata per noi molto impegnativa, sia in termini di costi sia in termini di organizzazione del lavoro in sicurezza per tutti". "Questa scelta però -aggiunge Ronzoni- ci ha premiato perché abbiamo chiuso il tesseramento 2020 con 6.000 iscritti in più. Chiaramente ci sono settori che hanno risentito della crisi economica che li ha travolti, a partire dal turismo e nella ristorazione. Ma nel complesso il sindacato ha tenuto e siamo soddisfatti". Un discorso a parte Ronzoni lo dedica ai pensionati: "Nei primi mesi del 2020 abbiamo perso migliaia di nostri iscritti, vittime del Covid. E' stato veramente terribile", dice. Il 2021 per ora "appare incerto", afferma Ronzoni. "Sappiamo -osserva-che ci sono ancora blocchi delle attività e lockdown anche vasti, sappiamo che a marzo scade il blocco dei licenziamenti. Questo comporta che ci sia molta preoccupazione, per il Paese e anche per le attività del sindacato. Non possiamo fare una previsione precisa ma una cosa è certa: anche nel 2021 manterremo le nostre attività e le nostre sedi aperte". (di Mariangela Pani)

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