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Parlamento Europeo: passa la linea del rigore sui motori diesel e benzina

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

L'Apertura di Ferruccio Bovio

Il Parlamento europeo ha approvato lo stop ai motori a combustione entro il 2035. Si tratta di un provvedimento che faceva parte di una serie di misure comunitarie sul clima, finalizzate a ridurre le emissioni inquinanti del 55% e per questo denominate “Fiftfor55”. Pertanto, a partire dal 2035, sarà bandita la vendita di tutti i veicoli alimentati a benzina o diesel.

L’emendamento ha ottenuto 339 voti a favore e 249 contrari, mentre gli astenuti sono stati 24.

L’addio ai mezzi di trasporto diesel e benzina è destinato a produrre un cambiamento epocale su tutto il settore dell’industria automobilistica, che, entro la scadenza appena stabilita, dovrà pertanto riconvertirsi in maniera radicale.

In Italia il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, aveva già espresso le sue perplessità in merito ed aveva auspicato che gli europarlamentari assumessero un atteggiamento caratterizzato da pragmatismo e senso di responsabilità nel mettere a punto l’applicazione della norma, avendo riguardo alle pesanti ripercussioni che la nuova disciplina potrà provocare sia in termini occupazionali, che di stabilità sociale.

Due settimane fa, il Partito Popolare Europeo, con l’appoggio della destra conservatrice, aveva presentato due emendamenti che chiedevano di applicare l’obbligo di emissione zero al 90% del parco auto nel 2035, lasciando così ancora sul mercato una quota del 10% di veicoli con motori a combustione interna. Evidentemente però, sono prevalse – a livello di voto – le istanze dell’ambientalismo più intransigente.

Speriamo bene, soprattutto per le circa 400 aziende del comparto componentistica che, in Italia, rischiano di dover lasciare a casa settantamila lavoratori.

09 giugno 2022

Leggi “L'Apertura di Giornale Radio" a cura di Ferruccio Bovio dal lundeì al sabato, sul sito di Giornale Radio.

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